La fase medievale

Per sei anni non verrà più fatta, sino a che nel 1993, il sindaco Enzo Bassetti non ricostituisce un comitato promotore affidato a Giancarlo Angelini, per dar vita nuovamente alla manifestazione.

Ci si rende subito conto che la complessità delle norme in vigore e i nuovi costi che raggiungerebbe riproporre la manifestazione sui vecchi canoni non sarebbero sostenibili. A questi si aggiungono nuove norme di sicurezza e navigazione che rendono oltremodo problematico ripetere la sfilata dei natanti anche considerando di trovare un posto dove allestirli, visto che le Foci del Sarca, il porto S.Nicolò e il Canale della Rocca, luoghi dove nelle varie epoche si allestiva il cantiere per costruire i natanti, non erano più a disposizione per lo scopo.

Quindi la nuova Notte di fiaba cerca di riproporsi in una veste nuova, dove fuochi d’artificio e goliardica competizione fra le diverse associazioni cittadine rimangono punti fermi.

Il tema individuato è quello pertanto di un gioco capace di coinvolgere lo spirito delle varie associazioni rivane proponendo una sorta di storia della battaglia fra Veneziani e Milanesi svoltasi nel ‘400 nelle acque antistanti la città.

Il Canale della Rocca viene proposto come sede dei giochi ai quali partecipano varie squadre che si sfidano nel cogliere la vittoria nelle diverse prove allestite.

Anche i fuochi pirotecnici di questi anni sono realizzati nell’intento di rappresentare la battaglia, per questo viene “bruciato” il Bastione, organizzati natanti in movimento che “sputano” fuoco, utilizzati nuovi zatteroni nel golfo come punti di sparo dei fuochi.

Anche in questo caso il successo è tanto e per ogni edizioni si riversano in città decine di migliaia di visitatori.

(la storia continua…)