La fase medievale

Per sei anni non verrà più fatta, sino a che nel 1993, il sindaco Enzo Bassetti non ricostituisce un comitato promotore affidato a Giancarlo Angelini, per dar vita nuovamente alla manifestazione.

Ci si rende subito conto che la complessità delle norme in vigore e i nuovi costi che raggiungerebbe riproporre la manifestazione sui vecchi canoni non sarebbero sostenibili. A questi si aggiungono nuove norme di sicurezza e navigazione che rendono oltremodo problematico ripetere la sfilata dei natanti anche considerando di trovare un posto dove allestirli, visto che le Foci del Sarca, il porto S.Nicolò e il Canale della Rocca, luoghi dove nelle varie epoche si allestiva il cantiere per costruire i natanti, non erano più a disposizione per lo scopo.

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Gli anni '80

Soltanto nel 1982, sempre su spinta dell’Azienda di Soggiorno, allora presieduta da Carlo Modena e sempre alle prese con la “destagionalizzazione”, si rispolverò la manifestazione, dando vita ad un nuovo comitato organizzatore. Le associazioni rivane si rimisero in moto e subito si raccolsero le adesioni alla realizzazione di nuovi natanti allegorici, che restarono ancora il momento principale della manifestazione.

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Gli anni ’80

Soltanto nel 1982, sempre su spinta dell’Azienda di Soggiorno, allora presieduta da Carlo Modena e sempre alle prese con la “destagionalizzazione”, si rispolverò la manifestazione, dando vita ad un nuovo comitato organizzatore. Le associazioni rivane si rimisero in moto e subito si raccolsero le adesioni alla realizzazione di nuovi natanti allegorici, che restarono ancora il momento principale della manifestazione.

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L'anno della crisi

La manifestazione crebbe quindi di anno in anno, occupando le cronache lusinghiere dei giornali e la soddisfazione degli operatori. Nel contempo l’organizzazione andava affinandosi, seppur incontrando le difficoltà che sono proprie dell’organizzazione di grandi eventi. Piccoli e grandi problemi che con tenacia e inventiva furono di volta in volta risolti, a parte quelli creati dal maltempo che già allora mise i bastoni fra le ruote a qualche edizione.

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L’anno della crisi

La manifestazione crebbe quindi di anno in anno, occupando le cronache lusinghiere dei giornali e la soddisfazione degli operatori. Nel contempo l’organizzazione andava affinandosi, seppur incontrando le difficoltà che sono proprie dell’organizzazione di grandi eventi. Piccoli e grandi problemi che con tenacia e inventiva furono di volta in volta risolti, a parte quelli creati dal maltempo che già allora mise i bastoni fra le ruote a qualche edizione.

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La sfilata degli zatteroni

 

Per la prima volta si pensò anche di organizzare una sorta di sfilata di carri allegorici, dal soggetto libero. Solo che al posto dei classici carri, l’idea fu quella di portare le strutture su zatteroni, da trainare poi sull’acqua nel golfo antistante la città.
Piacque subito e molte associazioni rivane vi aderirono con gran entusiasmo che riuscì a far decollare la complicata impresa.
Fin da subito e per diversi anni queste proposte incontrarono anche l’appoggio di istituzioni provinciali e, in alcune occasioni, anche di enti fuori provincia.