Pirati famosi: Long John Silver

Nella carrellata dei pirati (reali o immaginari) più noti di tutti i tempi non poteva mancare il nostro Long John Silver, il pirata più pirata dell’Isola del Tesoro.

Nome: Long John Silver
Nickname: Cuoco di Mare / Barbecue
Apparizione: L’Isola del Tesoro (1873) di Robert L. Stevenson
Periodo di attività: prima metà del Settecento
Segni particolari: ha una gamba di legno
Curiosità: si diceva che fosse l’unico uomo di cui il Capitano Flint avesse paura

Queste le parole con cui John Trelawney descrive il suo primo incontro con il pirata:

«Ero sul molo e per puro caso attaccai discorso con lui. Seppi ch’era un vecchio marinaio, che aveva un’osteria, conosceva tutta quanta la gente di mare di Bristol, si era guastata la salute rimanendo a terra, e cercava un buon posto di cuoco a bordo per ritornare sul mare. Quel mattino se n’era venuto zoppicando fin lì, diceva, per prendervi una boccata d’aria salmastra.
Io ne fui profondamente commosso, come sarebbe capitato a voi stesso, e per pura compassione lo ingaggiai lì per lì come cuoco di bordo. Si chiama Long John Silver, e gli manca una gamba; ma questo particolare conta per me come una raccomandazione, poiché codesta gamba egli l’ha perduta servendo la Patria sotto gli ordini dell’immortale Hawke.»

Jim incontra per la prima volta Long John Silver all’insegna del Cannocchiale:

«Mentre esitavo, un uomo uscì da una stanza laterale, e in un colpo d’occhio io mi convinsi che era lui, Long John. Aveva la gamba sinistra tagliata fin sotto l’anca, e sotto l’ascella sinistra portava una gruccia della quale si serviva con prodigiosa destrezza, saltellandovi sopra come un uccello. Era alto di corporatura e robusto, con una faccia larga come un prosciutto, scialba e volgare, ma rischiarata da un intelligente sorriso. Con irrequieta allegria fischiettava e si aggirava tra le tavole distribuendo motti o pacche sulle spalle dei suoi ospiti preferiti.
A dire il vero, già dalla prima allusione a Long John Silver contenuta nella lettera del cavalier Trelawney, m’era entrato il dubbio che si trattasse del marinaio dalla gamba sola la cui apparizione avevo così a lungo spiata al vecchio “Ammiraglio Benbow”. Ma una sola occhiata all’uomo che mi stava davanti mi era bastata. Avendo visto il Capitano, Cane Nero e il cieco Pew, credevo ormai di sapere un pirata cos’era, una figura ben diversa, a parer mio, da questo aperto e gioviale padrone di osteria.»

Come molti altri personaggi di Robert L. Stevenson, c’è in lui più di un semplice accenno di ambiguità: apparentemente Silver è un gran lavoratore e un marinaio alla mano, ed è solo nel procedere della trama che la doppiezza della sua natura si svela appieno. A questo proposito il suo rapporto con Jim Hawkins, il protagonista del romanzo, è emblematico: Silver funge da mentore del ragazzo nonché da suo padre putativo, creando in lui un forte shock quando questi scoprirà che è il vero responsabile dell’ammutinamento, e soprattutto quando in virtù di ciò, Jim dovrà affrontarlo e combatterlo.

Anche se disposto a cambiare bandiera in qualsiasi momento per garantirsi l’incolumità e la sopravvivenza, Silver vanta virtù compensatrici: è abbastanza saggio da prestare attenzione alla gestione del denaro, in contrasto con la maggior parte dei pirati, notoriamente scialacquatori; inoltre è fisicamente coraggioso nonostante la disabilità: per esempio, quando il forziere di Flint si rivela vuoto, dimostra il sangue freddo di fronteggiare cinque uomini furiosi pur potendo contare sul solo aiuto del giovane Jim.

Da Wikipedia, L’enciclopedia libera:

Long John Silver, http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Long_John_Silver&oldid=31124012 (in data 4 maggio 2010).


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